Strategie di pre-raccolta nell’actinidia
L’uso di BIOCLEAN per ottimizzare la conservazione del kiwi
La gestione della fase di post-raccolta del kiwi rappresenta una delle sfide più complesse per la filiera ortofrutticola moderna. Con la crescente aggressività dei patogeni da conservazione e le restrizioni normative sull’uso di molecole chimiche di sintesi, i produttori devono necessariamente focalizzarsi su strategie preventive applicate in campo e/o in post-raccolta.
Tra le soluzioni biotecnologiche più innovative emerge il formulato BIOCLEAN, un fortificante chimico-fisico ed induttore di resistenza che si applica in pre-raccolta per preparare i frutti alle lunghe fasi di frigoconservazione.
Profilo tecnico di BIOCLEAN:
BIOCLEAN si definisce come un induttore di resistenza sistemica (SIR/SAR) ed è caratterizzato da una formulazione liquida in concentrato solubile. La sua particolarità risiede nella matrice biologica, contiene l’85% di filtrati di fermentazione da Lactobacillus. È una formulazione totalmente priva di microrganismi vivi, ma ricca di metaboliti secondari, proteine e composti organici derivanti dal processo fermentativo. Il formulato è completamente esente da residui regolamentati e non prevede tempi di carenza (zero giorni di intervallo di sicurezza prima della raccolta).
Meccanismo d’azione sul frutto in pre-raccolta
L’applicazione di BIOCLEAN nell’imminenza della raccolta agisce su tre livelli sinergici fondamentali per la successiva shelf-life del frutto:
- Stimolazione delle difese endogene (SAR/SIR): i metaboliti di origine batterica vengono riconosciuti dai recettori cellulari del kiwi come “elicitori”. Questo segnale biochimico attiva l’espressione di geni correlati alla difesa, stimolando la produzione di fitoalessine e l’irrobustimento delle pareti cellulari epidermiche.
- Azione igienizzante e di competizione spaziale: pur non contenendo batteri vivi, la composizione acida e i metaboliti presenti creano un ambiente chimico-fisico ostile sulla superficie della buccia, inibendo la germinazione delle spore fungine dei principali patogeni da magazzino (es. Botrytis cinerea, Alternaria spp., Pennicillium spp.).
- Preservazione della consistenza della polpa: l’ispessimento naturale dei tessuti indotto dal trattamento limita la perdita di acqua per traspirazione in cella frigo, rallentando la cinetica di degradazione della consistenza (misurata in kg/cm² al penetrometro) e ritardando i picchi di emissione di etilene.
Protocollo di applicazione ed epoche di trattamento
Per massimizzare l’efficacia protettiva in vista della conservazione, il posizionamento del formulato deve seguire indicazioni agronomiche precise:

Note applicative: si raccomanda l’impiego di volumi d’acqua medio-alti (800-1000 L/ha) per assicurare la completa copertura dei frutti, specialmente nelle zone interne e più ombreggiate della pergola.
Per evitare fenomeni di fitotossicità (es. bruciature fogliari o tacche sui frutti) o la precipitazione dei componenti nella soluzione, non miscelare mai BIOCLEAN con:
- Rame e Zolfo: I formulati a base di rame (ossicloruri, idrossidi, poltiglia bordolese) e lo zolfo sono tassativamente esclusi dalla miscela diretta.
- Oli minerali: L’associazione con oli bianchi o bagnanti oleosi è da evitare.
- Prodotti fortemente acidi o molto alcalini: Reazioni estreme di pH alterano la struttura chimica dei metaboliti e delle bioproteine derivate dal processo di fermentazione di Lactobacillus.
La soluzione tecnologica nel post-raccolta
BIOCLEAN agisce efficacemente anche sui frutti già staccati dalla pianta. Applicato direttamente sul kiwi raccolto, esplica una duplice azione:
- Sanificazione istantanea della buccia: Abbassa la carica microbica latente presente sull’esocarpo e attorno alla cicatrice del peduncolo.
- Effetto barriera fisio-meccanico: Sigilla le micro-ferite cutanee, limitando la penetrazione dei patogeni da ferita e riducendo al contempo le perdite di peso per traspirazione durante i mesi di frigoconservazione.
Protocollo operativo di trattamento in linea
Il protocollo per l’utilizzo di BIOCLEAN nelle strutture di condizionamento e confezionamento prevede l’applicazione per immersione o idro-lavaggio delle partite di kiwi prima del loro posizionamento in cella.
Dosaggio standard: 1,2 litri di BIOCLEAN ogni 100 litri di acqua (soluzione all’1,2%).
Modalità d’impiego: il trattamento si effettua immergendo completamente i frutti (sfusi o all’interno dei bins) nella vasca di lavaggio o facendoli transitare sotto barre di irrorazione a pioggia integrati nelle linee di calibratura.
Asciugatura: è fondamentale garantire una corretta ventilazione e asciugatura superficiale del kiwi dopo l’immersione per evitare ristagni di umidità all’interno dei bins di stoccaggio, che potrebbero favorire l’insorgenza di muffe secondarie.
Vantaggi nella gestione della filiera post-raccolta
L’inserimento di BIOCLEAN nei piani di difesa integrata o biologica dell’actinidia offre risvolti economici e logistici di rilievo per i centri di confezionamento:
- Flessibilità di raccolta: l’assenza di tempi di carenza permette di trattare a ridosso dello stacco, ed anche in post-raccolta, assecondando l’andamento climatico o le finestre commerciali senza vincoli temporali.
- Strategia anti-resistenza: l’azione multisito basata su metaboliti complessi evita l’insorgenza di ceppi fungini resistenti, un problema sempre più frequente con i fungicidi di sintesi tradizionali.
- Rispondenza standard export: consente di produrre kiwi conformi ai severi disciplinari della GDO internazionale (politiche zero residui o limitazione del numero di principi attivi rilevabili sul frutto).BIOCLEAN è uno strumento tecnico essenziale per coniugare la sostenibilità ambientale in campo con la massima resa commerciale durante la conservazione prolungata in atmosfera controllata.